Essere naturali è la vera libertà in ogni età
Ogni età ha la sua bellezza. Essere naturali è sempre una scelta di libertà. Questa pagina è dedicata a tutte le donne che desiderano riscoprire il proprio valore oltre l'immagine, abbracciando un approccio autentico alla vita e alla propria persona.

Essere naturali è LA VERA libertà
Io questo percorso l'ho iniziato circa 17 anni fa. Un passo alla volta sono diventata sempre più naturale, fino ad arrivare alla donna che sono oggi. Ho 57 anni e non ho Botox, filler o ritocchi estetici. Porto le mie unghie naturali, non tingo i capelli e soprattutto non sento più il bisogno di combattere contro il tempo.
Non è stata soltanto una trasformazione estetica. È cambiato il mio modo di vivere.
Avvicinandomi sempre di più alla Natura ho trovato quell'equilibrio, quella pace e quel benessere che per tanto tempo avevo cercato altrove. E ho capito una cosa fondamentale: essere naturali, per me, non significa trascurarsi. Significa esattamente il contrario. Significa prendersi cura di sé senza vivere in guerra con il proprio corpo.

Ridefinire la libertà personale
Ed è qui che entra in gioco l'ageismo. Perché ancora oggi una donna invecchia e qualcuno pensa di poterle dire: sei vecchia, ritirati, copri le rughe, ringiovanisci, cambia il viso. Ma perché?
Naomi Wolf, nel suo libro Il mito della bellezza, ha analizzato proprio il modo in cui gli standard estetici possono trasformarsi in uno strumento di pressione sociale sulle donne. Cambiano le epoche, cambiano i modelli, ma rimane l'idea che una donna debba continuamente dimostrare di essere abbastanza bella, abbastanza magra, abbastanza giovane.
E la disparità è evidente. Un uomo può avere rughe, capelli bianchi, pancia e segni dell'età senza vedere automaticamente diminuire il proprio valore sociale o professionale. Su una donna, invece, il corpo continua troppo spesso a essere sottoposto a un esame permanente.
Io ho deciso di uscire da questo meccanismo.

La tua bellezza naturale, la tua forza
Non voglio che siano i diktat estetici a decidere come deve essere il mio volto a 57, 60 o 70 anni. Il mio viso non è qualcosa da correggere perché sta vivendo.
Questo non significa giudicare chi fa scelte diverse. E naturalmente esistono interventi chirurgici ricostruttivi o funzionali che non hanno nulla a che vedere con l'inseguimento di un ideale estetico. Il punto che voglio mettere in discussione è un altro: l'idea che modificarsi sia necessario per continuare a sentirsi belle o accettate.
Botox, filler, lifting e trattamenti estetici devono rimanere scelte individuali, non diventare un obbligo culturale. E quando ragazze giovanissime cominciano già ad avere paura di una ruga che ancora non esiste, credo che dovremmo domandarci che modello di bellezza stiamo costruendo.
Perché se tutta la nostra identità viene appoggiata sull'aspetto esteriore, il tempo prima o poi diventa un nemico.
Io invece voglio che diventi un alleato.
"La vera rivoluzione è smettere di avere paura di sembrare della nostra età. Non consegnare la nostra autostima a uno specchio o al giudizio degli altri. Per me questa è libertà."
Simona Sessa, giornalista e ideatrice del TG della Natura
Voglio poter guardare il mio volto e riconoscermi. Voglio vedere la donna che ero, quella che sono diventata e quella che sarò.
Per me la vera bellezza è poter essere se stessi senza chiedere il permesso a nessuno.
Ogni età ha la sua bellezza.
Ed essere naturali è sempre una scelta di libertà.
«Se insegniamo a una donna che il suo valore è la sua bellezza, le insegniamo inevitabilmente ad avere paura del tempo.»
Ed è proprio qui che trovo ancora attuale una delle riflessioni centrali di Naomi Wolf ne Il mito della bellezza. Secondo Wolf, quando le donne hanno conquistato maggiore libertà e spazio nella società, l'ideale della bellezza ha continuato a funzionare come una nuova forma di disciplina e di controllo: un modello continuamente irraggiungibile che assorbe tempo, energie, denaro e attenzione e mantiene molte donne concentrate su ciò che non va nel proprio corpo anziché sul proprio valore.
E su questo voglio aggiungere anche il mio pensiero personale. Io credo che dietro al ricorso esasperato alla chirurgia e alla medicina estetica ci sia molto spesso una profonda insicurezza. Non sto parlando del singolo intervento né voglio giudicare la scelta personale di qualcuno. Parlo di quella rincorsa continua alla trasformazione: un ritocco dopo l'altro, la paura della ruga, la necessità di sembrare sempre più giovani e l'impossibilità di accettare qualsiasi segno del tempo.
Perché se per tutta la vita costruiamo il nostro valore prevalentemente sull'aspetto fisico, prima o poi il tempo ci presenterà il conto. Il corpo cambia. Il viso cambia. E se non abbiamo costruito anche altro — capacità, idee, cultura, lavoro, passioni, relazioni, progetti, personalità — rischiamo di non riconoscerci più quando l'immagine sulla quale avevamo fondato la nostra sicurezza inevitabilmente cambia.
Io voglio proporre un modello completamente diverso. Una donna non è il suo viso senza rughe. Non è la misura della sua vita, il seno, i capelli o l'età che dimostra. Una donna è quello che pensa, quello che crea, quello che sa fare, quello che ha vissuto e quello che ancora vuole diventare.
E forse la vera rivoluzione oggi è proprio questa: smettere di avere paura di sembrare della nostra età. Non consegnare la nostra autostima a uno specchio, a un algoritmo, a un chirurgo o al giudizio degli altri.
Per me questa è libertà. Guardarmi allo specchio, riconoscermi e sapere che quel volto è ancora il mio.
Ogni età ha la sua bellezza. Essere naturali è sempre una scelta di libertà.
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